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Bungee Jumping

Oltre un milione di persone in tutto il pianeta lo hanno già provato.

Il Bungee jumping è nato come antico rituale d’iniziazione per segnare il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. L'ingresso ufficiale in Europa su nel 1987, con un primo salto illegale dalla Tour Eiffel di Parigi. 

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Il Bungee jumping o Base jumping (in italiano salto con elastico) è uno sport che consiste nel lanciarsi da un punto elevato (come un ponte) dopo essere stati allacciati con una corda elastica.

Questa disciplina nasce come un rituale d'iniziazione nell'Isola di Pentecoste, a largo dell'oceano Pacifico. Chi lo pratica oggi invece lo vive come un gioco per provare forti emozioni.

Dal 1993, anno in cui fu progettato il primo elastico da lancio, più di un milione di persone nel mondo si è lanciato con il Bungee jumping.

I primi salti furono eseguiti agli inizi del 1970 ma erano considerati illegali perché si usavano cavi di caucciù ritenuti poco sicuri. Si dovette aspettare gli anni novanta, dove furono realizzati i primi elastici specificamente progettati per questa pratica sportiva. Grazie alla continua ricerca oggi si è fatto molto per rendere i salti sempre più sicuri.

Prima di lanciarsi da una piattaforma si raccomanda di assicurarsi che la struttura, sia certificata SISE (standard italiano salto con elastico).

L'elastico del Bungee Jumping

L'elastico è agganciato alla piattaforma e alle caviglie del saltatore (con due cavigliere) ed è formato da una piattina (striscia di venti fili di lattice incollati) che passa circa cinquanta volte tra due anelli; una seconda serie di piattine invece viene applicata alla prima, per rinsaldare la corda ottenuta.

L'elastico può arriva ad estendersi fino al 650% della sua lunghezza iniziale. Benché offra una sicurezza praticamente totale per circa 1000 lanci, viene comunque sostituito dopo poco più di 200 salti. Il costo di un elastico si aggira intorno ai 4000-5000 €.
A seconda del peso del lanciatore viene utilizzata una diversa corda.



La corda di sicurezza

Nell’eventualità che l'elastico dovesse rompersi, entra in gioco la corda di sicurezza, corda legata al saltatore mediante un imbraco da alpinismo.



L'imbracatura


E’ composta da 2 elementi: cavigliere e imbrago da alpinismo. Le cavigliere sono dei tessuti ad alta resistenza, fissati con del velcro e fornite di strisce che permettono l'aggancio, mediante moschettoni, all'elastico. Mentre l'imbrago d'alpinismo, viene bloccato al bacino e al torace, questo serve da attacco alla corda di sicurezza.



Preparazione del salto con l'elastico

Una volta arrivati sul punto di lancio si compilano e firmano una serie di documenti che declinano la ditta da ogni responsabilità e autocertificano lo stato di buona salute. Poi si dichiara il peso e comincia l’operazione di imbrago.

Fuori pedana si viene fissati all'elastico tramite le 2 cavigliere e alla corda di sicurezza tramite l'imbragatura d'alpinismo. Fatto questo viene spiegato il salto e si viene accompagnati alla pedana di lancio. Qui tramite un conto alla rovescia si riceve l'ordine di lancio.

Il lancio

Si svolge da una pedana fissata alla zona di lancio. Si viene "spinti" dal personale al lancio tramite conto alla rovescia. Di regola ci si deve spostare in avanti, con la faccia rivolta verso la caduta a braccia aperte.

Qui vi sono diverse fasi:
• Caduta libera: l'elastico ancora non è in tiro. In base all'altezza del punto di lancio e alla lunghezza dell'elastico, la caduta segna una certa velocità e accelerazione di gravità.

• Messa in tiro: in questa fase l'elastico entra in tensione e comincia la fase di allungamento. A differenza della posizione del corpo, questa fase è avvertita in modo diverso: normalmente il corpo assume progressivamente una posizione quasi verticale.

• Allungamento elastico: in questa fase si continua a cadere verso il basso, con una rilevante decelerazione, colpa dell'elastico che si allunga.

• 1° Rimbalzo: la forza elastica raccolta dalla corda viene restituita e si ritorna verso l'alto con successiva ricaduta in basso.

• 2° Rimbalzo: grazie alla ricaduta del 1° rimbalzo, ma di minore entità

• 3° Rimbalzo: dovuto al ritorno del 2° rimbalzo, notevolmente inferiore.

• Penzolamento: quando tutti rimbalzi e dondolamenti sono finiti, si rimane sospesi all'elastico, in teoria si rimarrebbe a testa in giù ma per evitarlo la corda di sicurezza è dotata di nodi per consentire al saltatore di risalire a mano verso i piedi, attaccarsi alle maniglie e aspettare la discesa o la risalita.

• Discesa: attraverso un motore elettrico posto alla pedana di lancio, viene rilasciata la corda, consentendo al personale posto a terra di riprendere il saltatore e farlo liberare dalle imbragature.

• Risalita della corda: in questa fase l'elastico è libero dal saltatore e tramite motore viene in parte riavvolto verso l'alto. La fase di recupero del terminale viene eseguita a mano dal personale ad un altro saltatore.


I salti Bungee jumping più alti del mondo

• Il salto più alto del mondo si trova nei pressi di Locarno in Svizzera nella diga idroelettrica della Verzasca d'altezza di 220 m.

Questo salto è molto conosciuto perchè venne utilizzato per girare la prima scena del film 007: James Bond, Agente 007 - GoldenEye.

Il secondo "Bungee Jumping" del mondo è invece in Sudafrica, vicino Plettenberg Bay in un ponte sul fiume Bloukrans, da 216 m di altezza. Sempre in Africa meridionale, in Zambia, si può saltare da un ponte vicino alle Cascate Vittoria, da 111 m di altezza.

• In assoluto, il salto più alto si troverebbe al Royal Gorge Bridge, in Colorado, da una piattaforma di altezza 321 m; questo salto è stato tuttavia possibile solo due volte fino ad oggi.

• In Europa è celebre il salto dalla Donauturm ("Torre sul Danubio") a Vienna.

• In Italia, il salto più alto è dal ponte Valgadena, Un viadotto nell'Altopiano di Asiago (Vicenza), di ben 175 metri. Sempre in Italia è attivo a Mosso, provincia di Biella, il primo Bungee jumping center italiano, installato vicino il viadotto di località Pistolesa.

• Altezze ancora più elevate possono raggiungersi saltando da una
mongolfiera e da elicottero. Nel 2008 sul Lago Maggiore la società che amministra il primo Bungee center d'Italia riuscì ad programmare 40 lanci in un giorno da un elicottero a quota di 450 metri sul lago.


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